Questo articolo apparteneva al vecchio blog (blog.danilopetrozzi.it), per cui le informazioni potrebbero non essere più aggiornate ed attendibili.

Link fantasma: il rank rimane anche rimuovendo i backlink (con casi studio)

Il video pubblicato a Ferragosto da Rand Fishkin per il suo Whiteboard Friday, mi ha molto incuriosito, per cui ho deciso di indagare e fare ipotesi sull’argomento.

Di seguito potete trovare il video completo dell’articolo “Link Echoes (a.k.a. Link Ghosts): Why Rankings Remain Even After Links Disappear“:

A seguito di un esperimento portato avanti con l’IMEC (il laboratorio sperimentale di Moz, a cui tutti possono contribuire) è emerso un fenomeno particolare che si è verificato allo stesso modo in tutti i test che sono stati condotti.

Il mantenimento del rank

I test erano stati condotti così: sono stati creati vari link verso due pagine che, logicamente, hanno raggiunto dei posizionamenti migliori nelle SERP. Successivamente, i backlink sono stati rimossi ed è stato analizzato il comportamento dei due posizionamenti.

A scapito della “logica”, tutte le pagine monitorate hanno mantenuto gli stessi posizionamenti anche se, in realtà, non c’erano più dei backlink che li giustificassero. L’esperimento è stato eseguito più volte e, a detta di Rand, il risultato è stato sempre lo stesso.

Il fattore più importante, secondo me, è il fatto che questi esperimenti sono stati condotti a inizio aprile e ora, in piena estate, la situazione non è cambiata. Se qualcuno poteva avanzare delle ipotesi legate alla lentezza del crawler, sicuramente ora ha la sua risposta.

Ipotesi

Riguardo questo particolare fenomeno non ci sono grandi studi che possano darci maggiori informazioni. Riuscire a mettere un piedi e monitorare questo genere di esperimenti è molto complesso (e ci vuole ovviamente tempo per produrre i risultati e osservarli nel corso dei mesi). Per sua fortuna, Rand ha a disposizione un folto gruppo di volontari (l’IMEC, appunto) che mettono a disposizione i propri profili social e i propri siti web per condurre test e esperimenti.

Detto questo, data la scarsità di dati concreti, possiamo solo ipotizzare quale sia la causa del fenomeno del “mantenimento del rank” a seguito dell’eliminazione de backlink. Ho seguito attentamente i commenti su Moz e su altri blog che hanno riportato la news, e mi sono fatto un’idea personale, che spero di riuscire a verificare con qualche “esperimento interno”.

La mia idea

Per prima cosa, dobbiamo tenere presente che Rand Fishkin ha monitorato due pagine per oltre due mesi ma, ovviamente, il rank non può durare per sempre. Prima o poi quelle pagina dovranno per forza perdere posizioni, dato che non credo che gli sviluppatori in Google Inc abbiano autorizzato un mantenimento del rank estremamente sopravvalutato che perduri all’infinito! La mia prima ipotesi è, quindi, che il fenomeno abbia una durata determinata.

Come ho scritto in un commento su Moz, la mia seconda ipotesi è che il fenomeno si possa verificare in relazione a qualsiasi fattore di ranking. Fishkin ne ha esaminato uno solo, ossia i backlink in entrata verso la pagina ma, secondo me, è possibile che il fenomeno si verifichi anche per altri fattori di ranking. Ipotizziamo il caso di una keyword non-competitiva, in cui il posizionamento è veramente facile: dopo aver inserito come title la keyword esatta, probabilmente otterrò un ottimo posizionamento. A patto che il sito sia di qualità e che gli utenti reagiscano “bene”, secondo me, nel caso in cui il title venisse modificato, magari togliendo la keyword, il sito non sparirebbe o, almeno, non subito.

Terza ipotesi: secondo me, e anche secondo tanti altri commentatori, questa sandbox positiva è legata a metriche molto concrete come il click through rate, il bounce rate, il tempo di permanenza sulle pagine, la quantità di pageviews e così via. Il concetto di base è: se un determinato sito, che ha metriche sopra la media, perde alcuni fattori di posizionamento, allora è giusto continuare a valorizzare quel sito, dato che lo scopo primario di una SERP è fornire risultati utili agli utenti, non al motore di ricerca. E in tutta onestà, tutti noi ci aspettiamo che un motore di ricerca ragioni così, no?

Un caso studio che potrebbe tornare utile

Tiro fuori dal cilindro un caso studio che forse potrebbe tornare utile in questo caso. Per prima cosa, screen di Analytics:

analytics caso studio link echoes fantasma 

Parliamo di un blog che creai intorno a aprile 2013 sul quale pubblicai tantissimi articoli unici e feci un enorme lavoro SEO di qualità. (l’agomento erano i Google Glass, per cui c’era bisogno di pubblicare molte news frequenti, dato che le notizie uscivano di giorno in giorno)

In breve tempo raggiunsi le prime posizioni per delle keyword molto importanti e iniziai a vedere un discreto traffico. (il sito era stato creato sostanzialmente per divertimento: non c’era pubblicità, non vendevamo nessun prodotto/servizio, ecc)

Intorno a inizio luglio 2013, dato che ormai avevo ottenuto il mio scopo e dato che in ufficio avevamo cose più importanti da fare, ho completamente abbandonato il progetto. Significa che:

  • 1) Ho smesso di pubblicare nuovi articoli e smesso di aggiornare qualsiasi cosa sul sito
  • 2) Non ho più creato nuovi backlink verso il sito

Il progetto è diventato da un punto di vista contenutistico e SEO completamente MORTO.

Per i mesi successivi il sito ha continuato a mantenere gli stessi posizionamenti (e vi garantisco che erano molto difficili, dato che c’erano testate giornalistiche e siti hi-tech che ci facevano la guerra, mentre il mio sito non aveva nemmeno 4 mesi di anzianità..). Dato che le posizioni erano sempre le stesse, il traffico è stato abbastanza costante (ovviamente, dato che il blog era abbandonato, i visitatore calavano di giorno in giorno perché si ricordavano del nostro sito, e quindi lo evitavano). Ponete attenzione su questo fatto: le metriche come il CTR, bounce rate e così via hanno iniziato a calare inesorabilmente.

Tutto è andato bene fino al 5 ottobre, giorno in cui il sito è sparito da qualsiasi keyword in cui prima era in prima pagina.

Anche se il sito è sparito, non abbiamo ricevuto nessuna azione manuale ne altro sintomo legato alle penalizzazioni SEO classiche. Oltretutto, dato che ho il sito l’ho creato da zero e io ho fatto ogni singolo link con le mie manine, conosco alla perfezione tutti i backlink in entrata, e sono assolutamente certo della loro qualità. (il sito era per divertimento, quindi non ho mai dovuto “spingere” più di tanto)

Come è possibile tutto questo?

Se fosse entrato in gioco il discorso del “mantenimento del rank” anche dopo il mio abbandono?

In questo caso non abbiamo eliminato dei backlink ma abbiamo abbandonato un sito che, di conseguenza, sarebbe dovuto essere interpretato come inutile, dal motore di ricerca. Forse Google si è accorto che il CTR stava calando mentre il bounce cresceva a dismisura?

Secondo caso studio by Moz

Un’altro caso studio che potrebbe essere legato al mantenimento del rank è quello che coinvolge il Disavow Tool di Google. Partiamo come sempre da un grafico:

disavow tutti i link
Credits: http://moz.com/blog/google-disavow-tool

Quel pazzo di Cyrus Shepard ha deciso di fare una cosa molto semplice e distruttiva: ha scaricato tutti i link che puntavano al suo sito e li ha “disavowati” TUTTI. Sì, tutti!

Come potete vedere, però, anche se il crawler è certamente “passato” nelle settimane successive, non ha penalizzato il sito in nessun modo. Anzi, a dirla tutta, il traffico sembra aumentato!

Anche questa potrebbe essere una conseguenza del mantenimento del rank? Anche dopo aver bloccato tutti i backlink in entrata, la “sandbox positiva” potrebbe aver continuato a rankare bene quel sito dato che, immaginiamo, godeva ancora di un ottimo CTR, bounce, pageview e così via?

Voi che ne pensate?

Danilo petrozzi

Ciao! Io sono Danilo Petrozzi, il fondatore di Eternal Curiosity. Oltre a essere un senior SEO Specialist e un Web Developer, è dall'età di 9 anni che mi appassiono a qualsiasi cosa ruoti intorno al web e all'informatica in generale.

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