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Questo articolo apparteneva al vecchio blog (blog.danilopetrozzi.it), per cui le informazioni potrebbero non essere più aggiornate ed attendibili.

Google e l’esperimento delle notazioni aggiuntive sulle news

Come vi svelai in un post di fine agosto, Google conduce migliaia di esperimenti ogni anno per migliorare la qualità dei propri risultati di ricerca.

Oltre alle discussioni e ai test interni per implementare aggiornamenti dell’algoritmo, Google da vita a numerosi esperimenti “in produzione”, ossia che colpiscono direttamente l’esperienza dell’utente, in modo da valutare metriche come il CTR, le pageviews, il bounce rate e così via.

Uno degli esperimenti recenti più interessanti riguarda l‘aggiunta di notazioni extra in vari box di Google. Come sappiamo, non vengono più mostrati solo 10 link blu all’interno delle SERP ma siamo bombardati da blocchi news, local, answer boxes, knowledge graph e via dicendo.

Social e business notations

L’esperimento legato all’aggiunta di notazioni sociali o business in determinate situazioni ha dato origine a numerosi studi e paper pubblicati da Google, che sono di sicuro interesse. Uno dei più importanti, che ha spinto il Research blog di Google a parlarne, è quello legato alle notazioni sotto le notizie.

I dubbi che l’esperimento mirava a fugare erano:

  • Cosa succede se l’utente viene spinto a leggere una news grazie ai consigli social? (estranei o amici che hanno già letto quella pagina)
  • Se il “consiglio” arriva da una azienda?
  • Se è un robot informatico a consigliarti?
  • Se sei loggato o no, fa differenza?

Gli esperimenti in casa Google sono sempre interessanti, ma questo mi ha colpito più degli altri, per questo ve lo propongo.

Embeddo il paper originale per i più smanettoni (oppure andate direttamente alla pubblicazione)

 

Perché questo esperimento?

Come dice bene Google, il web attuale il web si muove sempre più in una direzione sociale, nel senso più ampio del termine.

TripAdvisor, Yelp, e così via, sono grandi portali in cui l’opinione dell’utente è estremamente rilevante. Da semplice distributori di informazioni, queste piattaforme stanno diventando parte attiva nella scelta dell’utente in fase di acquisto, prenotazione, ecc.

Google si è domandato: è giusto includere opinioni e consigli di terzi all’interno dei risultati di ricerca? L’utente risponderebbe in modo positivo agli impulsi o verrebbero ignorati?

L’annotazione può essere utilizzata per consigliare l’utente o come vero e proprio strumento di persuasione? (magari da vendere in futuro, aggiungo io)

 

Primo esperimento: utenti sloggati e risultati depersonalizzati

Per il primo dei due test, Google ha “sfruttato” più di 500 partecipanti a cui ha sottoposto diversi box news che riportavano diverse notazioni. L’utente infatti poteva vedere box con:

  • nessuna notazione
  • news letta da altre persone (a lui sconosciute)
  • news consigliata da una determinata azienda (il brand è fittizio ma plausibile)
  • news consigliata da un robot informatico

Il setup era simile a questo:

notazioni nei box news di Google esperimento

(ai box è stato aggiunta la dicitura “You (publicly recorded)” per comunicare all’utente che la sua azione è stata acquisita)

Ai partecipanti sono stati sottoposti veri articoli prelevati da Google News di quel giorno. 

Di fronte ai 4 box, gli utenti dovevano cliccare quello che ritenevano più interessante (c’era anche un tasto Undo per tornare indietro e scegliere un’altra news).

I risultati di questo primo esperimento sono interessanti. Partiamo dal grafico:

risultati primo esperimento

Se consideriamo il “none” come gruppo di controllo in stile “placebo A/B test”, ci accorgiamo di numerose informazioni importanti. 

Quando il consiglio proviene da un brand (anche se fittizio), gli utenti sono particolarmente invogliati a cliccare. Passiamo da una media di 6.43 click per utente a a 7.26 nel caso di articoli consigliati da aziende.

Ancora più impressionante è il dato legato al consiglio automatico di un bot informatico: gli utenti si fidano talmente tanto da cliccare mediamente 7,29 risultati di questo tipo. Come vedete, è il record assoluto.

Consiglio di estranei: fattore negativo

Quando il consiglio arriva da profili social che non conosciamo (e che non sono famosi) l’utente tendenzialmente clicca di meno. Questo significa che le menzioni sociali che non ci interessano sono dei fattori negativi per il CTR. Pur facendo questo di mestiere, onestamente, non avrei mai previsto un comportamento dell’utente simile.

 

Secondo esperimento: utenti loggati

Il secondo esperimento è stato realizzato con lo stesso sistema del primo, a quale sono state aggiunte notazioni social di amici o estranei, rispetto all’utente. Il pool di partecipanti, stavolta, era molto più ampio e variegato, dato che in questo caso veniva presa in considerazione anche la “storia” social del soggetto, per fornire risultati personalizzati migliori.

A differenza del primo esperimento, agli utenti è stata fornita anche la possiblità di valutare, da 1 a 5, la qualità dell’articolo appena letto.

Partiamo direttamente con l’esito:

risultati secondo esperimento google

A sinistra i click medi degli utenti, a destra il punteggio fornito dall’utente post-lettura

Nelle annotazioni social, in questo caso, gli utenti potevano vedere le interazioni effettuate dai propri amici, visualizzando foto e nome della persona. Se confrontiamo i dati del primo esperimento con i nuovi ci accorgiamo che nel secondo caso i suggerimenti social (da parte di conoscenti) hanno portato a un incremento dell’interesse notevole. Per quanto i click, in questo esperimento, siano abbastanza stabili, a prescindere se l’utente veda consigli di estranei o di amici, il rating finale, invece, varia in modo considerevole.

I consigli social aiutano solo se provengono da amici e conoscenti

Il fatto che un amico o conoscente, di cui probabilmente mi fido, abbia letto con piacere un determinato articolo, mi spinge a fidarmi del contenuto, e quindi a cliccare. In termini di vero e proprio gradimento dell’articolo, il risultato non cambia: la differenza tra 3.67 (punteggio medio agli articoli consigliati da amici) e 2.8 (punteggio medio agli articoli consigliati da estranei) è estremamente rilevante.

 

Futura implementazione delle notazioni?

L’esperimento in esame è stato presentato al CHI del 2013 e ieri il Research blog di Google ne ha parlato.

È il primo passo per arrivare all’implementazione definitiva delle notazioni anche nelle SERP ordinarie?

Staremo a vedere!

 

Danilo petrozzi

Ciao! Io sono Danilo Petrozzi, il fondatore di Eternal Curiosity. Oltre a essere un senior SEO Specialist e un Web Developer, è dall'età di 9 anni che mi appassiono a qualsiasi cosa ruoti intorno al web e all'informatica in generale.

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