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Questo articolo apparteneva al vecchio blog (blog.danilopetrozzi.it), per cui le informazioni potrebbero non essere più aggiornate ed attendibili.

Google e i risultati organici: rapporto conflittuale?

Più il tempo passa, più la percentuale di SERP dedicata ai risultati organici si riduce. È un pò come la pressione fiscale italiana: per quanto se ne dica, aumenta sempre, di poco, ma aumenta sempre.

Prima ancora di introdurti l’argomento di questo post, voglio farti analizzare la SERP americana di “a thousand miles“:

 

risultati organici vs non organici

 

In questa SERP, ovviamente, c’è qualcosa che non va. La scoperta di questa SERP particolare è da attribuire a SearchMetrics, che ha effettuato una ottima analisi riguardo Hummingbird.

La prima cosa che salta all’occhio è il fail dei box di Google. Non riuscendo a capire l’intenzione della query, Google mischia un video a un calcolatore, sperando di “azzeccare” il giusto target. La conseguenza di ciò è la (quasi) totale sparizione dei risultati organici, che occupano una percentuale da prefisso telefonico dello schermo.

Lo schermo in esame, tralaltro, è un 1280×1024, quindi nemmeno piccolissimo. È una delle risoluzioni più diffuse, sopratutto in Italia. Pur avendo una sola barra dei preferiti, su Chrome, come potete vedere non riesco nemmeno a leggere il meta description del primo risultato in SERP.

Per Google, i risultati organici non sono indispensabili

Abbiamo assistito alla costante e inesorabile erosione della visibilità dei risultati all’interno delle SERP:

  • AdWords con i suoi risultati sponsorizzati, prima solo in sidebar e ora anche in top
  • Blocco Google News
  • Box local con i vari risultati legati alla mappa
  • Knowledge graph e tutti i box autonomi di Google (meteo, calcolatori, voli/hotel, snippet video, e così via) [a riguardo, recentemente ho parlato del potenziamento del box per le query legate all’etimologia delle parole: in certi casi l’altezza del box è superiore rispetto ai risultati organici!]
  • e così via

Evidentemente, Google considera i risultati organici come un elemento secondario, dato che tutti i box sopra citato, chi più chi meno, hanno preso il posto delle prime posizioni organiche, e non delle ultime.

Provate a pensare a questo fatto: non c’è mai stato nella storia di Google un solo aggiornamento che abbia migliorato la visibilità dei risultati organici.

Google ha la risposta, non la sua top10

Quello che Google sta manifestando è la volontà di erogare informazioni in prima persona, e non aggregare altre fonti. Da semplice motore di ricerca Google sta diventando un dispensatore di informazioni dato che, grazie alle sue caratteristiche, è in grado di raccogliere, manipolare e scegliere le informazioni meglio di chiunque altro.

Avendo a disposizione questo potenziale, Google sa che può risolvere il tuo problema, manifestato dalla query, in modo più rapido rispetto al metodo tradizionale (ricerca, click in serp, apertura nuovo sito, ecc).

Le SERP senza orgnanico above the fold

Per chiarezza, rileggiamoci il primo punto assoluto della filosofia di Google, pubblicizzata nella pagina dedicata:

 

L’utente prima di tutto e il resto viene da sé.
Fin dal principio ci siamo concentrati sull’offerta della migliore esperienza utente possibile. A prescindere dal fatto che i nostri sforzi siano concentrati sullo sviluppo di un nuovo browser Internet o sulla modifica dell’aspetto della home page, ci preoccupiamo che il nostro lavoro sia utile per l’utente, piuttosto che per un nostro obiettivo interno o per i nostri profitti. L’interfaccia della home page è semplice e chiara, le pagine vengono caricate all’istante. Il posizionamento nei risultati di ricerca non viene venduto a nessuno e la pubblicità sul sito non solo è chiaramente identificata come tale, ma offre contenuti pertinenti e non rappresenta una distrazione. Quando sviluppiamo nuovi strumenti e applicazioni, riteniamo che debbano funzionare così bene da non fare rimpiangere a nessuno una progettazione diversa.

 

Belle parole, non c’è che dire. Poi però apriamo questa SERP:

 

serp senza risultati organici di google

 

Ma.. sbaglio o poco fa abbiamo letto che al primo posto tra i valori dell’azienda Google c’è anche: “la pubblicità sul sito non solo è chiaramente identificata come tale, ma offre contenuti pertinenti e non rappresenta una distrazione“.  Ambè!

Distrazione? Ovvio che non è una distrazione dato che c’è solo pubblicità. La pubblicità non può distrarti da altra pubblicità, mi sembra logico.

Chiaramente? I tre bottoncini con la (i) e il testo, presenta una volta sola, “Sponsored” secondo Google sono chiari segnali pubblicitari. Provate a chiedere a un parente o amico di guardare quella serp a un metro di distanza dallo schermo e ditemi se riesce a capire la differenza tra risultati sponsorizzati o normali (noi ce la faremmo, dato che abbiamo l’occhio più o meno allenato, ma una persona non-SEO, ossia il 99,99% della popolazione, non capirebbe che i risultati sono a pagamento)

Dato che il box local in quel caso è da 7, devo scrollare non poco per trovare quello che è il (vero) primo risultato organico di Google per la query “hotel roma”: un pò triste direi!

 

Il trend è favorevole per l’utente ma sfavorevole per i SEO

Più questo trend si fortifica, più la nostra professione è a rischio.

Se servono numerosi scroll del mouse per trovare il primo risultato organico di “hotel roma”, è comprensibile che ben pochi hotel/aggregatori desiderino pagare un consulente/agenzia SEO migliaia di euro per posizionarsi su quel tipo di chiavi, dato che il ROI sarebbe estremamente basso.

Per le keyword che si comportano in quel modo, il posizionamento organico è di fatto poco utile tant’è che è preferibile investire tempo e energie sul posizionamento nei box locali e in altre forme di ranking che portano maggiori impression, click e CTR.

E voi che ne pensate?

Non sarà la morte della SEO ma magari è il primo raffreddore? 🙂

Danilo petrozzi

Ciao! Io sono Danilo Petrozzi, il fondatore di Eternal Curiosity. Oltre a essere un senior SEO Specialist e un Web Developer, è dall'età di 9 anni che mi appassiono a qualsiasi cosa ruoti intorno al web e all'informatica in generale.

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