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Questo articolo apparteneva al vecchio blog (blog.danilopetrozzi.it), per cui le informazioni potrebbero non essere più aggiornate ed attendibili.

Google contro Facebook per il controllo dei cieli

Il titolo sembra abbastanza apocalittico: fortunatamente non siamo in guerra, e non stiamo parlando di cacciabombardieri.

La guerra dei cieli si combatte in California, tra le aziende tech più famose del pianeta: Google e Facebook.

Portare internet dove non c’è

Se parliamo di internet ad alta velocità, la sua diffusione a livello planetario è circoscritta solo ai paesi più sviluppati (Italia esclusa, ovviamente…). Se parliamo di internet, a prescindere dalla sua velocità, il quadro generale è positivo ma ci sono numerosi casi in cui internet è solo un sogno.

America latina, Africa del Sud e Asia centrale sono solo alcune delle zone in cui la connettività internet è sotto la media. In alcune zone del pianeta, ci sono centinaia di migliaia di chilometri quadrati in cui internet è assente, e addirittura, nei casi più gravi, non è sostituito dalla connettività GSM per permettere l’uso del telefono.

Google e Facebook hanno capito che grazie ai loro possenti investimenti e ai loro sviluppatori fenomenali, sono in grado di progettare soluzioni per risolvere il problema. Ognuno dei due big sta sviluppando sistemi differenti, vediamoli separatamente.

Google: palloni aerostatici

Google è in grado di progettare e costruire l’architettura necessaria per portare internet a altissima velocità nelle case degli americani: lo ha dimostrato con il progetto Google Fiber. Per i pochi che non sanno di cosa sto parlando, Google Fiber è una infrastruttura internet progettata da Google che, grazie alla fibra ottica, permette di raggiungere velocità astronomiche.

test dsl di google fiber

Mentre io pago (tanto) Telecom Italia per una presunta 20 mbps che in realtà ne produce 12 (sempre se la connessione non cade, come succede spesso), negli Stati Uniti Google Fiber arriva tranquillamente a 940 mbps sia in download che in upload.

Nello screen a destra potete vedere un test fatto da un utente. Mannaggia.. dei 1000 mbps promessi mi vengono dati solo 940. Mannaggia!

Per ora Fiber è ancora un sogno, dato che anche negli USA la copertura è minima. In Europa chissà mai se e quando arriverà.

Project Loon

Per riuscire a portare internet nelle zone più impervie del mondo, gli ingenieri di Google hanno messo in piedi il cosidetto Project Loon.

La teoria è apparentemente facile: costruire palloni aerostatici in grado di fornire connettività internet a una vasta zona terrestre. Costruire, spostare e curare un pallone aerostatico è molto più facile e veloce rispetto alla costruzione di cavi subacquei o sotterranei.

Il video di lancio con cui Google presenta il progetto è molto carino e “ispirational”:

 

Google sta già sperimentando la tecnologia

Google ha dato vita a un team in Nuova Zelanda che si occupa dell’implementazone pratica del Project Loon.

Grazie anche alla pagina Google+ ufficiale, possiamo trovare con facilità tutti i video legati a questo progetto ambizioso. Uno dei più interessanti, come è prevedibile, è quello che spiega a grandi linee la tecnologia dei palloni:

 

 

I palloni erostatici vengono posizionati nella stratosfera, a circa 20km di distanza dalla superficie terrestre. A questa altezza, è possibile monitorare i venti (distribuiti su più livelli di altitudine) in modo da direzionare i palloni a distanza, senza sprechi di tempo ed energia.

L’alimentazione è garantita da pannelli solari che, secondo le stime iniziali, permettono di mantenere in volo i palloni per oltre 100 giorni. La tecnologia alla base della trasmissione del segnale è il wireless LTE, quello usato anche dai più recenti smartphone. Grazie a sofisticati algoritmi, i palloni aerostratici sono in grado di far rimbalzare tra di loro il segnale wireless in modo da arrivare in aree altrimenti impossibili da raggiungere.

Facebook: stesso sistema alla base del Project Loon, ma con i droni

Facebook non vuole farsi trovare impreparato in questa sfida che a fronte di grandi investimenti iniziali, potenzialmente, vale miliardi di dollari di introiti futuri.

La notizia è uscita per la prima volta su Mashable, che ha ricevuto la “soffiata” da Yael Maguire, il direttore di ingegneria del Connectivity Lab di Facebook.

Per pubblicizzare il suo nuovo progetto, infatti, il Connectivity Lab ha pubblicato questo video:

 

 

Facebook sarebbe pronto a lanciare droni (definiti anche “aeroplani” in base alla fonte) che sono in grado di propagare il segnale internet in zone impervie. Secondo Yael, i paesi che hanno più necessità di questo tipo di tecnologia sono Africa, Asia, India e America Latina.

A differenza dei palloni di Google, quindi, Facebook punta su aeromobili in grado di essere pilotati in modo remoto. L’energia dovrebbe essere ricavata dall’energia solare, grazie a grandi pannelli solari montanti sui droni. Anche in questo caso, l’area preferita per il posizionamento è la stratosfera.

A differenza di Google, Facebook non ha ancora testato sul campo i suoi droni. Lo stesso Yael, infatti, auspica di effettuare il primo test negli Stati Uniti entro il 2015.

Nel frattempo, possiamo gustarci un render fornito da Internet.org:

 

droni facebook

 

La lotta nei cieli per il controllo del web, e non solo

Google, secondo le stime di diversi analisti, potrebbe far partire il suo progetto molto prima di Facebook dato che ha già iniziato la fase di sperimentazione e dato che la tecnologia su cui si basa si sviluppa in tempi più rapidi. (basta pensare alle tecniche costruttive: prepare un pallone aerostatico è un conto, costruire un grande drone che possa decollare e atterrare è molto più complesso)

Se Google riuscisse effettivamente a portare internet in zone impervie del pianeta, o comunque se riuscisse a migliorare quello preesistente, riuscirebbe di fatto a dominare (monopolizzare?) la connettività di quelle zone.

Viste le condizioni così favorevoli, chi vieterà a Google di sviluppare un operatore mobile proprietario, al pari di AT&T, Vodafone e così via? Google potrebbe tranquillamente inserirsi in questo settore proprio come fece con i sistemi operativi mobile grazie al lancio di Android.

Se Google riuscirà a portare la rete internet e mobile in tutto il mondo, attraverso la sua infrastruttura e, magari, praticando prezzi più bassi della concorrenza “terrestre”, assisteremo a una vera rivoluzione tecnologica.

 

Danilo petrozzi

Ciao! Io sono Danilo Petrozzi, il fondatore di Eternal Curiosity. Oltre a essere un senior SEO Specialist e un Web Developer, è dall'età di 9 anni che mi appassiono a qualsiasi cosa ruoti intorno al web e all'informatica in generale.

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